Wednesday, March 19, 2014

Senza titolo

Sono giorni, settimane, mesi
che non lascio libera la fantasia
di seguire le sue strade
portandomu dove vuole.

Sciocca paura dei miei pensieri,
dei miei limiti nell'usare
le parole.

Oh, eppure le conosco, le parole.

Certo non come i grandi della poesia
(cui non sogno di paragonarmi)
ma comunque abbastanza

Da poterle usare
non solo per il rimpianto
di un futuro passato
o veicolo di emozioni
roboanti.

Ecco: oggi non sono felice,
ma sono sereno,
i miei occhi e il mio corpo
lo urlano ai sette venti,
io preferisco sussurrarlo
(in modo imperioso,
sono pur sempre del leone)
attraverso questi versi.

Il mio cuore batte al suo solito
lento ritmo, i miei pensieri
come sempre inciampano
uno sull'altro, ma i miei
sentimenti sono cristallini.

E per una volta alzo la testa
e guardo il cielo sorridendo
perché oggi sono più completo
di ieri e questo è qualcosa che
da troppo desideravo.


Lights of my home town - Brian Davis
Il primo posto dove cercare una qualsiasi cosa è l'ultimo in cui ci si aspetta di trovarla.

Arthur Bloch, Legge della ricerca ordinata, Il secondo libro di Murphy, 1980

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Sunday, March 2, 2014

In requiem di un'anima (direi che una canzone dei Green Day ci sta tutta)

Solitario uomo
cammina in strade vuote.

Silenziosi sentieri,
riflessi smorti di un'anima
morente, travolta da
giganteschi, implaccabili
meccanismi.

Anima che era,
anima che mai più sarà.

Felici, lampeggianti tornano
stralci di giorni,
di vite passate.

Libero, volando sopra le nubi,
abbracciando l'amore e i
tempestosi pensieri
vagava unico uomo, ormai,
a credere in Te amore,
nei sogni.

Unico a sapere l'antico,
immortale segreto dell'amicizia.

Solo uomo che sapeva
esistere una landa
mai calpestata da uomini,
ancora integra, limpida,
di sogni.

Suoi soli abitanti cavalieri senza macchia,
senza paura, angeli e mille bizzarre,
strane creature.

Poi. Poi arrivò.

Non la vide,
nè si accorse che era lì
innanzi  a lui.

Non la vide
nè volle vederla
anche se la sua ombra oscurava tutto.

Era lì,
tutti soccombero,
divenne eterna sovrana
di un regno vasto ed eterno
come i giorni del creato.

Tutti la vedevano,
nessuno la combatte.
Erano schiavi
ed erano felici
come bambini guidati da mani
paterne.

Non vedevano i fili
della regina burattinaia
che domina. Nascosta,
strisciante, letale.

E' lì. Non la vede.

Povero uomo libero,
per scelta,
libero fino alla morte.

Brillava fiero diamante
in mezzo a nero carbone
brillava e l'invidia
(da lei armata,
sua fida serva)

Serpeggiò veloce:
mille voci si alzarono al cielo,
giunsero al suo orecchio .

Troppo tardi lui s'accorse
del nefasto regno di parole e maschere.
Fu travolto.

Falciata la primula rosa
lei la raccolse ultimo,
ma non ultimo,
trofeo per lei.

L'ipocrisia.
Green Day - Walking contradiction
Che è mai la modestia? un sentimento convenzionale, l'ipocrisia applicata all'auto-giudizio.

Carlo Maria Franzero, Il fanciullo meraviglioso.


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