Saturday, May 3, 2014

Poesia è una scintilla

Poesia è scintilla,
fulmine estivo che
scuote il terreno
e folgora l’udito
con il rombo del tuono
che l’accompagna.

Versi sono le memorie
che scivolano via nella mia testa
e scavano il cuore
per cercare l’emozione
(triste o felice)
che meglio le si accosta.

Rime? Oh no, quelle non le conosco
Sono timido e le evito.
Perché io sono questo:
parole in libertà,
ritmo che segue il pulsare
imprevedibile di non so cosa
forse del mio cuore antico,
magari della scarica tra un neurone
e l’altro.

Non lo so.

Davvero, non lo so.

Eppure scivolo sempre con facilità
in questi abiti che maltratto
da quando ero un ragazzino
che guardava le strade
dietro il vetro di casa

e si chiedeva se era il solo
a percepire l’aridità e la solitudine.

Abiti. Già.

Confortevoli,
che mi fanno sorridere al ricordo
della loro prima forma
così arrogante,
pomposa, altisonante.


Finché mi hanno sussurrato
“ogni parola E’, non sprecarle”

Scioccante.

Sapete? Avevano ragione
Il rocchiggiano e la doriana.

Ma, ecco, ammetto
il mio barare: stringo versi
nell’aumentarne il numero
perché una scintilla,
presto presto prestissimo

diventi incendio.

Perché io ci veda bene come colonna sonora Boulevard of broken dreams dei Green Day non loso 

“People tend to complicate their own lives, as if living weren't already complicated enough.” 


Carlos Ruiz Zafón, The Shadow of the Wind
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Thursday, May 1, 2014

Dunque giro la testa

Guardo spesso indietro:
la sensazione di un’ombra
spiona è vera?
le parole sbagliate?
non erano quelle, magari, le cose da fare?

Paranoia e rimuginare (credo, forse).

Dunque, giro (anche metaforicamente) la testa
poi parlo (sono logorroico produco sempre parole)
con me stesso (intavolare discussioni a tre voci è.. ... 
be’, è diversamente buffo).

E, nella discussione a una voce, critico,
razionalizzo, demolisco e poi 
ipotizzo, ricostruisco, correggo
me stesso.

Perdendoni, infine e sempre, 
in fiumi di parole (cit) che mi allontanano
dall’obiettivo.

Cosa volevo dire? 
Perché la volevo scrivere così?
AAARRRGGGGHHH

Svantaggio di essere un fiume in piena (cit)
che cerca di auto arginarsi.

Spallucce.

Mi perdo nei meandri 
di me stesso, è forse un problema?
Da dove tirerei fuori questo
se non dal mio dialogo?

Per questo, perché mi perdo,
amo i labirinti: alla fine 
c’è sempre un’uscita.

Se non c’è? Si bara.


“A woman without a man is like a fish without a bicycle.” Gloria Steinem
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Non desiderata

Odio. 

La detesto quell'emozione.
Così decisi anni fa.
Niente merda nel mio cuore.

Mi è stato insegnato quando ero
un cucciolo che la rabbia non serve
e (chiamatemi frocio,

femminella, debole) ho scelto
quella come strada,
sorridere e guardare il sole

Piuttosto che ululare a una luna
assopita e annoiata per essere
sempre chiamata a testimone esclusivo

di solitudine, rabbia, e dolore.

No, non smetterò d'inseguire il mio sogno
di avere sempre un sorriso
e di essere insopportabilmente gentile.

E' la mia natura.

Anche quando vorrei
(profondamente lo vorrei)
strapparti il cuore
e farti soffocare nel tuo stesso
sangue.



E per questa ci vedo bene The young and the hopeless dei Good Charlotte.


“If you're reading this...

Congratulations, you're alive.
If that's not something to smile about,
then I don't know what is.” 
Chad Sugg, Monsters Under Your Head
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