Che ovviamente non farò in Inglese (anche se farò uso di neologismi derivati da quella lingua perché sotto sotto sono un po' bimbominchia anche io).
Ho splittato il blog.
Mantengo le tenue tinte pastello e la semplicità di layout che sono (oramai) il mio marchio di fabbrica (tutta colpa dell'avere un amico che lavora nelle arti visive. "Pensavo ad un bel contrasto... sfondo nero, un trionfo di grigi in sfumato e scritte bianche" "Smetti. Se vuoi essere professionale colori tenuissimi per lo sfondo, il bianco NO se non vuoi bruciare gli occhi alla gente".. "ma magari posso usare di pattern per lo sfondo" "NO"... "Una piccola giffina?" "NO e ricorda le immagini a destra, noi leggiamo da sx a dx e tu vuoi che leggano non che si concentrino sulle immagini, no?").
Quindi sapete con chi prendervela per i colori pastello (che nel mio intimo odio profondamente).
Dicevamo?Ah sì. Splitting del blog.
Pensandoci meglio è più qualcosa tipo una costola dell'altro forum.
Sapete com'è. Delirare di società, sparare due o tre bordate sulla politica, cazzeggiare sui massimi sistemi, poco si accorda con i miei tentativi di sedicente "poesia" o "narrativa" o "recensioni / critiche / riflessioni" culturali.
Riguardo al titolo (nel caso a qualcuno sia venuto un dubbio tipo "ma che ca** " sul nome di questa costola di Occhi Ambrati) qualche parola.
Innanzitutto è un mash-up (cacofonico) di due parole (e no, non è pleonastico che io lo dica) che contribuiscono a definirmi.
Vintage è il primo aggettivo perché per un motivo o per l'altro finisco per appassionarmi di roba sull'orlo di passare di moda o già consegnata alla storia(ehi... il mio autore preferito di fantascienza è Asimov, la mia band musicale amata è The Queen ecc.. ...), e poi rimango affascinato da tutto ciò che è vecchio e possa essere in qualche modo riciclato ai giorni nostri (ma anche no, nessuno mi staccherà mai dall'amore per Le notti Bianche o per Cronache Marziane o le storie di Paperone di Carl Barks o dal desiderio, che esaudirò prima o poi, di affascinanti pince nez con lenti azzurrate).
Ironia è la seconda. Perché quel fonica si riferisce alle eufoniche, specie alle d che sono un errore gravissimo, come ho scoperto recentemente (ero convinto che si potessero usare tranquillamente... sì, io e la grammatica ognitanto facciamo dei death match che di solito, prima o poi e con aiuto esterno, vince lei), e che ingenuamente tendevo a ripetere spesso.
Quindi ho deciso di fare dei due miei difetti (sono Vintage perché arrivo tardi sulle cose, non vi dico quando ho scoperto i Deep Purple o Starsky e Hutch perché un minimo di pudore lo ho anche io) il titolo per la parte di blog in cui parlo di cultura e espongo quello che scrivo per ammazzare il tempo per fare dell'auto ironia e ricordarmi che le eufoniche vanno usate con cautela e che lo scrivere deve riflettere il proprio tempo (addio complesse metafore, au revoir subordinate di ordine ennesimo, ciao ciao... eh no, qualche parola desueta continuerò ad usarla.)
Enjoy.
È meglio non saper né leggere né scrivere che saper leggere e scrivere, e non esser capaci d’altro.William Hazlitt, Sull'ignoranza delle persone colte, 1821/22
No comments:
Post a Comment