Thursday, April 17, 2014

Requiescat in pacem

Odio i necrologi post moderni. Davvero quante persone che sui social piangono i morti illustri conoscono qualcosa di loro? Ma non ho mai fatto vanto della mia coerenza quindi per una volta infrango il mio cinico distacco e mi unisco al coro.
Ogni tanto mi chiedo perché scrivere mi affascina o quali siano gli autori che mi hanno influenzato. Tra i nomi che mi vengono in mente un posto speciale lo occupa questo autore sudamericano. Un autore complesso, ricco di sfumature, uno scrittore che per me è una chimera tra onirico, surrealismi, realismo.
Ma quale che sia l'etichetta con cui l'Accademia lo inquadra per me rimane una voce calda, carica di umidità, pesante come le torride giornate tropicali.
Il paragone mi viene spontaneo perché in lui ci vedo una ricchezza stilistica e narrativa rigogliosa e folta come la foresta amazzonica e altrettanto difficile.
Specie se hai intorno ai nove anni quando leggi per la prima volta un suo romanzo. O sei poco più che un brufoloso e divori Cien años de soledad.
Sogni, profezie, passato e presente che si rincorrono e si confondono rendendo Macondo e la dinastia dei Buendia, l'amore melanconico, testardo, orgoglioso de El amor en los tiempos del còlera, la solitudine tragica del colonnello Buendia ne El coronel no tien quien le escriba, i capelli sempre crescenti di una defunta in La increíble y triste historia de la cándida Eréndira y de su abuela desalmada sono immagini indelebili nella mia memoria e che mi spingono nel voler scrivere (quando mi dedico alla prosa narrativa) puntando verso il descrivere una realtà in cui emozioni realtà e irreale sono un unica cosa che si muove all'unisono.
Per me oggi è morto un maestro, uno dei prodotti migliori esportati dalla Colombia.
Che riposi in pace circondato da un mondo ricco e meraviglioso come quello che con le sue parole ha donato al mondo.