Poesia è scintilla,
fulmine
estivo che
scuote il
terreno
e folgora
l’udito
con il rombo
del tuono
che
l’accompagna.
Versi sono
le memorie
che
scivolano via nella mia testa
e scavano il
cuore
per cercare
l’emozione
(triste o
felice)
che meglio le
si accosta.
Rime? Oh no,
quelle non le conosco
Sono timido
e le evito.
Perché io
sono questo:
parole in
libertà,
ritmo che
segue il pulsare
imprevedibile
di non so cosa
forse del
mio cuore antico,
magari della
scarica tra un neurone
e l’altro.
Non lo so.
Davvero, non
lo so.
Eppure
scivolo sempre con facilità
in questi abiti che maltratto
da quando
ero un ragazzino
che guardava
le strade
dietro il
vetro di casa
e si
chiedeva se era il solo
a percepire
l’aridità e la solitudine.
Abiti. Già.
Confortevoli,
che mi fanno
sorridere al ricordo
della loro
prima forma
così
arrogante,
pomposa,
altisonante.
Finché mi
hanno sussurrato
“ogni parola
E’, non sprecarle”
Scioccante.
Sapete?
Avevano ragione
Il
rocchiggiano e la doriana.
Ma, ecco,
ammetto
il mio
barare: stringo versi
nell’aumentarne
il numero
perché una
scintilla,
presto
presto prestissimo
diventi
incendio.
Perché io ci veda bene come colonna sonora Boulevard of broken dreams dei Green Day non loso
“People tend to complicate their own lives, as if living weren't already complicated enough.”
Carlos Ruiz Zafón, The Shadow of the Wind
Poesia è una scintilla di Renato Rodriguez è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Based on a work at http://sekhrene.blogspot.com.
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