Thursday, May 1, 2014

Dunque giro la testa

Guardo spesso indietro:
la sensazione di un’ombra
spiona è vera?
le parole sbagliate?
non erano quelle, magari, le cose da fare?

Paranoia e rimuginare (credo, forse).

Dunque, giro (anche metaforicamente) la testa
poi parlo (sono logorroico produco sempre parole)
con me stesso (intavolare discussioni a tre voci è.. ... 
be’, è diversamente buffo).

E, nella discussione a una voce, critico,
razionalizzo, demolisco e poi 
ipotizzo, ricostruisco, correggo
me stesso.

Perdendoni, infine e sempre, 
in fiumi di parole (cit) che mi allontanano
dall’obiettivo.

Cosa volevo dire? 
Perché la volevo scrivere così?
AAARRRGGGGHHH

Svantaggio di essere un fiume in piena (cit)
che cerca di auto arginarsi.

Spallucce.

Mi perdo nei meandri 
di me stesso, è forse un problema?
Da dove tirerei fuori questo
se non dal mio dialogo?

Per questo, perché mi perdo,
amo i labirinti: alla fine 
c’è sempre un’uscita.

Se non c’è? Si bara.


“A woman without a man is like a fish without a bicycle.” Gloria Steinem
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