Cranio
destabilizzato,
ossa
dolenti,
incubi
ricorrenti.
Cuore
che batte nevrotico,
futuro
che si dipana incerto,
parole
che danzano
lontane da me.
Sono
in un carosello danzante,
vorticoso,
mordente, e sulle
braccia
del mio spirito il segno
di
denti ectoplasmatici.
E'
follia,
una
sua strana forma
che
vorrei mi guidasse
nel
battere su questa
qwerty
con lettere mancanti.
Potrei,
allora, urlare al genio.
Perché
la ragione sfugge
a
quelli che la scintilla della
parola
ha infuocato.
Ma è
rabbia, delusione,
forse
odio quello che muove le mie dita,
spingendomi
a riempire
spazi
di un monitor freddo
e
sporco.
Non
rimane altro, per il mio volto,
che
sorridere mesto per i
soli
sette tentativi
(quattro
solo oggi)
per
questa che io chiamo
poesia.
Sette
volte ho scritto,
cancellato,
schifato
cose
che so
incapaci
di esprimere il silenzio
cacofonico
che
vibra
nelle mie ossa.
Mpf. A
qualcuno bastò
illuminarsi
davanti cielo
e
mare.
The truth is that everyone is bored, and devotes himself to cultivating habits.
Albert Camus, The Plague

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