Wednesday, January 22, 2014

Di sogni e di ricordi (parte prima, revised)

"Rammollito di un portoricano in piedi!!!"

Le parole, in spagnolo, furono seguite da un'esplosione di luce dovute a due braccia che energicamente scostavano le tende della finestra.

Mark grugnì e si rigirò nel letto cercando disperatamente il confortevole schermo di un cuscino ma non fece in tempo; le sue braccia era quasi sul  loro obiettivo che le coperte volarono via, allontanate dalla stessa furia che poco prima aveva cacciato via la dolce penombra in cui lui si stava cullando.

Rassegnato (e borbottando) il moretto si girò, gli occhi fissi su quelli neri che lo guardavano severi e protettivi, e parlò con voce volutamente biasciccante.

"Nooo. Non ora. ancora due ore, no dieci giorni, ti prego"

L'altro ragazzo sedette sul letto, fece spallucce e, sghignazzando divertito, rispose: "Ti avevo avvertito. Mai provocarmi. Ti ridurrò sempre ad uno straccio..."

Una sfida. Lampante. La sua resistenza e resiliensa non erano in discussione. Questo era inconcepibile. Non aveva altra scelta che prenderla di petto dimostrando come un cuscino fosse un'arma efficace in mani esperte.

Uno scatto e il cuscino iniziò a bersagliare la malevola sveglia umana con colpi veloci e accurati.

Ma il suo bersaglio,  dopo qualche colpo andato a segno, con un braccio (dalla carnagione olivastra) lo spinse sul letto, bloccandolo e sovrastandolo.  

Mark poggiò una mano sul petto del suo avversario, seguendo con le dita le linee di muscoli che conosceva a memoria.

L'altro ragazzo sorrise e gli mise una mano tra i capelli gioccherellandoci affettuosamente.

Quel gesto fece decidere Mark che senza una parola chiuse gli occhi, socchiuse leggermente le labbra e con un gesto deciso avvicino il suo viso a quello che desiderava  coinvolgendolo in un bacio appassionato e combattivo.

Il suo compagno rispose veloce a quel richiamo sciogliendosi nel bacio e lottando con lui: nessuno dei due era abituato a soccombere e non sarebbe successo nemmeno questa volta.

Così le loro labbra si toccarono, le bocche si aprirono, richiusero intrappolarono le labbra e la lingua dell'altro.

Mark voleva di più, la vittoria doveva essere sua,  quindi con un colpo di reni  Mark rovesciò la situazione finendo per sovrastare il suo amante.

A quel punto si staccò dal bacio (gesto accolto da un brontolio di disaprovazione), accarezzò il volto davanti a lui e si adagiò pogiando la testa sul petto sotto di lui.

"Cinque minuti Luis. Solo altri cinque minuti... " sussurrò stringendosi  il più possibile a quel corpo al cui contatto riusciva a rilassarsi,

Il ragazzo di nome Luis continuò (per tutta risposta) ad accarezzargli i capelli e lo cinse con l'altro braccio stringendolo in un abbraccio fortissimo. Contemporaneamente gli diede un bacio sulla testa.

"Per sempre Mark, se solo lo vorrai potrà essere così per sempre..."


[Nota.Pezzo  scritto anni fa. Ero decisamente grezzo. La vena simil romantica però mi è rimasta.]

Solo l'amore inappagato è davvero romantico.Javier Bardem, in Vicky Cristina Barcelona, 2008

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