Ho perso il conto dei suoi pezzi,
e non trovo ragione per cercare
incastri invisibili,
differenze sottili.
Per continuare quella routine,
(tlac, tlac, tlac)
con cui componevo un arazzo
lungo una vita:
la mia.
Angoli smussati, spigoli,
colori sfumanti
in una strada
che solletica angoli
remoti del mio cuore
ricchi di polvere e ragnatele.
Sbadiglio,
tentenno,
e impaurito lo guardo
ancora (e di nuovo).
E ancora una volta:
La mia vita
(Ne)/i/(n) pezzi.
Vivere nel passato è un’attività stupida e solitaria. Guardarsi indietro fa male ai muscoli del collo, ti fa sbattere contro la gente impedendoti di andare diritta per la tua strada.Edna Ferber, A Kind of Magic, 1963
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